LE ORIGINI

Rossin è un marchio di biciclette entrato nella stima e nella simpatia di tutti. La bici Rossin ha una storia relativamente giovane, tuttavia gloriosa. Rossin è nata per vincere e stupire con estetica esclusiva e funzionalità.

E’ il 1973, il promettente Gibi Baronchelli del Gruppo Sportivo Iclas vince Giro d’Italia baby e Tour de France dilettanti. Iclas e Itla sono squadre del munifico patron Vittorio Ghezzi. Utilizzano biciclette fornite da Ernesto Colnago, costruttore che va per la maggiore. Ghezzi e Domenico Garbelli, direttore sportivo e manager dell’Itla, vorrebbero creare un team di professionisti, soprattutto per far crescere Baronchelli e altri talenti fatti in casa anche nella categoria superiore. L’idea è di proseguire il sodalizio con Colnago. Ma il costruttore milanese è altresì fornitore della Scic, squadrapresente nel professionismo dal ’69. E anziché favorire la nascita del nuovo team professionistico di Ghezzi con gli atleti più promettenti del vivaio Itla, Colnago agevola il passaggio di Baronchelli alla Scic. L’episodio scatena le ire di patron Ghezzi di Alberto Inzaghi, Garbelli e altri componenti dello staff Itla. Il 1973  agonistico non è ancora terminato. Malgrado ciò Ghezzi e Garbelli cambiano bici ai loro corridori.

“Finiremo la stagione con le Bianchi. E la squadra avrà le Bianchi anche nel ‘74”, dichiara Ghezzi. In realtà i creativi Inzaghi e Ghezzi vorrebbero estrarre dal cilindro qualcosa di nuovo. Il  vulcanico Domenico Garbelli dà a loro l’input: “Invece di valorizzare concorrenti di Colnago già fortissimi nel mercato, perché non creiamo noi un’azienda produttrice di bici e telai d’altissima gamma? Dobbiamo essere il nuovo che avanza alla grande. Abbiamo capacità e mezzi per farcela“.

Ghezzi approva il progetto: “E’ vero. Colnago è bravo. Facciamogli vedere che lo siamo anche noi sul suo stesso terreno. Creiamo un’azienda di bici altamente competitiva”. Tecnicamente le idee di Garbelli sono chiarissime: “Ho io l’uomo giusto per organizzare il lavoro di produzione dei telai. E’ Mario Rossin, attualmente libero. Ha lavorato molti anni nel reparto saldatura di Colnago. Dei tubi e della saldatura conosce ogni segreto. Nel rilevare le misure agli atleti per costruire telai con esatte dimensioni e inclinazioni è un mago”. Mario Rossin, brianzolo di Cavenago con origini veronesi viene immediatamente inserito nel progetto. E il 14 settembre 1974 a Cavenago nasce ufficialmente la Rossin. I soci sono 5: Vittorio Ghezzi e il figlio Giuseppe, poi Inzaghi, Garbelli e Rossin. “Le bici verranno denominate Rossin”, annunciano in coro Inzaghi, papà e figlio Ghezzi e Domenico.



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