RICERCA E SVILUPPO

Quella di fine anni Settanta e inizio degli Ottanta è veramente l’epoca d’oro, probabilmente irripetibile, per i costruttori italiani. Anche Rossin è orgogliosamente Made in Italy. E dai 3 dipendenti ingaggiati in un cortile di Cavenago nel settembre ’74 l’azienda passa ai 5, 9, 11.

Escalation in tutto: anche nella voglia di stupire, non solo con i risultati. E non è detto che un’azienda di bici d’alta gamma debba produrre solo modelli da strada e pista. “Dopo attenti studi su materiali utilizzati in America ed escursioni, soprattutto negli Stati Uniti – racconta Garbelli – a fine anni ’70, a Cavenago, è nata la prima sperimentale mountain bike italiana. Qualche storico costruttore italiano evidenzia scetticismo vedendo quel modello con cerchi e pneumatici larghi, forcelle robuste, tripla moltiplica: “ La me par la bici d’un prestinée”. Traduzione per i non lombardi: “Mi sembra la bici di un panettiere”. Invece è un tipo di bici che negli anni successivi rivoluzionerà il mercato.



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